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Comunicati | F.I.A.M. Federazione Italiana Arti Marziali | Federazione Italiana Arti Marziali


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La FIAM dopo aver esaminato le proposte degli allenatori federali, valutando le presenze agli stage nazionali e i risultati nelle competizioni Italiane ed Internazionali, sentito il Direttore Tecnico delle squadre Nazionali comunica le convocazioni per 43° Campionato Europeo Wadokai che si svolgerà il 30/31 ottobre 2015 in Lussemburgo.

A rappresentare l’Italia:

CAPO DELEGAZIONE: Vice Presidente MASSIMO DI LUIGI

ARBITRO: LUCA PROIETTI

ATLETI:    FRANCESCA SINI

                     RAOUL_TITO SANTARELLI

                     ELEONORA INNOCENTI

                     SIRIA NICOLETTI

Tutti i fiumi al mare vanno.
Incontrandosi che diranno?

“Vengo da Londra, mi chiamo Tamigi!”
“Piacere: la Senna di Parigi.”
“Dov’è il Tevere? – Sto qua!”
“Attenti che arriva il Paraná…”

Il Reno e il Nilo, l’Indo e il Giordano
si fanno l’inchino e il baciamano.
Il fiume Giallo e il fiume Azzurro
salutano il Gange con un sussurro.

Il mare adesso rimescola l’onde,
il Colorado col Volga confonde,
cancella i nomi, ne fa solo un mare…
dove i delfini vanno a giocare.

Gianni Rodari

Il secondo libro delle filastrocche – Ed. Einaudi ragazzi

“Se un selfie, un video, la ricerca della foto migliore da condividere subito in rete viene prima di quello che mio figlio sta facendo come potrò fargli capire che postare le sue foto può essere un pericolo? Se da quando è nato è abituato a fare smorfie e ad essere esposto sui vari social, come potrò spiegargli che controllare in continuazione like e condivisioni non gli fa bene?” In maniera più o meno letterale, questa è una conversazione che ho avuto con una mamma proprio ieri.

Frasi attuali, pensate, dette o sentite… in ogni caso, dietro queste frasi, c’è un mondo che mette in relazione noi genitori con il futuro dei nostri figli.

I ragazzi e le ragazze di oggi, sono figli di generazioni che dallo smartphone sono state letteralmente travolte, fagocitate da evoluzioni e aggiornamenti velocissimi. Non c’è stato il tempo (e la coscienza) di capire se quello schermo avrebbe avuto delle ripercussioni nella vita di tutti i giorni, quella vita fatta dallo stare seduti alla stessa tavola, raccontarsi la giornata, condividere un pomeriggio di attività insieme.

Adesso basta! Non puoi stare sempre attaccato al cellulare!”. “E ora in punizione! Senza telefono perché non puoi vivere così!”.

È vero, ragazze e ragazzi non si rendono conto del tempo che trascorrono isolati con il loro smartphone. Viviamo in un’era in cui, nostro malgrado, loro ne sanno più di noi. E se non la sanno ci mettono un attimo ad informarsi e “distruggerci”. Tu genitore sei sempre osservato sotto una lente di ingrandimento e se tua/o figlia/o non trova coerenza tra il tuo dire e il tuo fare apre un conflitto che si manifesta in modo diverso a seconda del suo carattere e delle sue esperienze. Si chiederà “Perché tu ci puoi stare e io no?”. Tra adulti possiamo anche dirci che i ragazzi non sanno i danni che derivano da quell’attaccamento continuo. Ma il punto non è questo. Se vuoi ottenere qualche tipo di effetto la domanda da farti è: Quanto tempo passo, io, allo smartphone?

Henry David Thoreau, già qualche secolo fa, sosteneva che “Se vuoi convincere un uomo che fa male, fai il bene. Ma non preoccuparti di convincerlo. Gli uomini credono a ciò che vedono.” Non ci sono punizioni, sgridate, divieti che reggano o che producano l’effetto che speri.

Arriva il momento (sempre più precoce) in cui l’adolescente entra in conflitto con il suo mondo di certezze (leggasi famiglia) per testare quanto, quel suo mondo, è solido. In un momento in cui tutto intorno si sfalda, l’adolescente ha bisogno di trovare stabilità. Anche se la contesta. Ed è qui che bisogna resistere.

Ragazzi e ragazze hanno bisogno di coerenza e di fermezza perché il terreno sui cui poggiano è profondamente instabile. La realtà intorno a loro è intangibile e filtrata da uno schermo, tutto è alla portata ma senza averne concretezza. È attraverso lo scontro, diretto o meno a seconda del carattere, che l’adolescente cerca conferme nella capacità dell’adulto di riferimento di mantenere la situazione e di contenerlo.

Dare il buon esempio ed essere coerenti nel tempo non è certo semplice. Ma da qualche parte bisogna pur iniziare!

Io ho deciso che quando sto con il mio piccolo Diego imposto il telefono per ricevere solo le chiamate. Se qualcuno ha urgenza mi chiama. Il tempo che trascorriamo insieme è un tempo troppo prezioso, è un tempo che non tornerà più. Ho deciso che non c’è e-mail, WhatsApp, Facebook, Twitter, niente che meriti la mia attenzione quando sto con lui.

Tu hai già deciso cosa fare?

Dott.ssa Francesca Giambalvo – Psicologa, consulente in psicologia dello sport

www.francescagiambalvo.it

Fonte notizia Sport12

In questo mio scritto vorrei trasferire ai pazienti lettori le sensazioni e le emozioni vissute in trasferta questa sorta di diario di viaggio che vuole essere il mio contributo per ringraziare la Fiam e tutti i suoi tesserati, passando dai partecipanti ed arrivando alle singole società, è un metodo per far vivere almeno in parte quanto succede in una trasferta.

Giovedì 21: Ritrovo a Fiumicino per tutti i partecipanti inizia questi 5 giorni di viaggio alla volta del 10 European Cup che quest’anno si svolgerà a Resita (Romania). Già dalle prime ore si respira la tensione e l’entusiasmo dei ragazzi coinvolti, le emozioni sono sempre le stesse ma ogni volta nuove, vedi i giovani atleti alla prima esperienza passare sui loro volti: preoccupazione per gli avversarsi, voglia di vincere, voglia di esperienze nuove, paura ma forza di volontà, un’allegria velata da tensione; anche nei più veterani vedi le stesse sensazioni perché ogni volta è come la prima. I dirigenti iniziano le operazioni di organizzazione, il controllo che tutti siano in regola e che tutti stiano nel gruppo. Il Presidente Massimo Di Luigi fa il suo primo discorso su quanto si aspetta dagli atleti: puntualità ed educazione, presenta i coach e da loro le istruzioni Flavien Canto ed Augusto Sambucioni saranno il rifermento della compagine atleti, gli arbitri rappresentati da Luca Proietti, Enzo Carbotta e Giuseppe La Barbera dovranno essere attenti ed avere gli occhi aperti nelle varie fasi, i dirigenti Bruno Gilardi Vice Presidente Wkc e Marcello Penna dovranno difendere l’Italia nelle varie sfaccettature in gara e nei tavoli di lavoro internazionale. Resto io che coordino le operazioni insieme a Massimo e noi avremo il compito di organizzare, presenziare a tutte le riunioni con i comparti internazionali, unire e difendere la Fiam. Spesso mi accorgo che quando si pensa ad una trasferta viene trascurata l’importanza di ogni singolo fissando il pensiero solo sulla medaglia…per questo vorrei raccontare come funziona la macchina organizzativa e sottolineare che ognuno dei 20 presenti ha la sua mansione. Si parte! Arrivo previsto ore 17.45 a Timisoara per prendere il pullman che ci porterà all’Hotel, dopo una breve cena i ragazzi sono finalmente in camera, il viaggio è stato lungo più del previsto e stremati tutti si affidano al sonno che è pieno di speranze e preoccupazione.

Venerdì 22: Tutti a colazione ora si inizia il vivo della trasferta il programma del giorno è intenso, si parte alla volta del Palazzetto per le registrazioni e prove peso. Ci accolgono Bruno e Marcello, già al lavoro ed entrati nel ruolo di dirigenti WKC le operazioni sono sempre delicate, i dirigenti Fiam indaffarati per i controlli, gli atleti preoccupati di essere nel peso dichiarato, gli arbitri a ripassare e controllare i regolamenti… seguiranno i meeting per coach ed arbitri e gli allenamenti per gli atleti. Alle ore 18 inizia il General Meeting WKC e mentre gli atleti rientrano in hotel noi dirigenti siamo impegnati in queste importanti finestre di discussione, la serata si conclude con il ricevimento presso il Municipio di Resita con la presentazione delle Nazioni partecipanti e la conferenza stampa…. E in un batter d’occhio il venerdì è finito.

Sabato 23: Finalmente inizia la gara! Partono le categorie “Children” l’Italia Fiam è rapprensentata da Matteo Boestian, Alessio Speranza e Gabriele Schiavone tutti appartenenti alla società KARATE VIADANA che si cimenteranno nelle due specialità seguiti dai coach Fiam. Ed ecco i primi risultati esaltanti:

  • Kata Ind (8-9Y)
    • 2 Argento ALESSIO SPERANZA
  • Kumite Ind. (10-11Y) -45 kg Sanbon
    • 1 Oro BOESTIAN MATTEO
  • Kata Ind. (12-13Y)
    • 2 Argento SCHIAVONE GABRIELE
  • Kumite Ind. (12-13Y) -50 kg
    • 2 Argento SCHIAVONE GABRIELE

I giovani campioni aggregati alla delegazione dimostrano il loro valore, un ringraziamento ai genitori che hanno colto l’oppurtinità che Fiam dà a tutti gli atleti volenterosi ed hanno portato i giovini karateka al raggiungimento di ottimi risultati.

Ora è la volta dei Cadetti 14-15 anni e 16-17 anni che dovranno eseguire le prove di kata, in campo Lorenzo Callegari (CSK LIGURIA), Ciro Costanzo (POL. CORASSORI), Diego De Santis (KARATE FRASCATI) e Alessandro Montori (POL. CORASSORI) saranno impegnati nella gare individuali, squadre e rengokai.

  • Kata Ind. Male Wadoryu Cadets (14-15Y)
    • 1 DE_SANTIS DIEGO
  • Kata Ind. Male Shotokan Cadets (14-15Y)
    • 1 COSTANZO CIRO
    • 2 MONTORSI ALESSANDRO
  • Kata Ind. Male Shotokan Cadets (16-17Y)
    • 1 CALLEGARI LORENZO
  • Kata Male Shotokan Cadets (14-15Y) Team
    • 1 ITA#5 (CALLEGARI LORENZO, COSTANZO CIRO, MONTORSI ALESSANDRO)
  • Kata Rengokai Male Cadets (14-15Y)
    • 1 COSTANZO CIRO
    • 2 MONTORSI ALESSANDRO
  • Kata Rengokai Male Cadets (16-17Y)
    • 1 CALLEGARI LORENZO

Eccellenti prove per i nostri cadetti che ora lasciano l’area di gara ai compagni Junior/senior.

Scendono nel tatami in preparazione le nostre ragazze: Giulia Cortesi (MUSHIN –ESCHILO 2) Siria Nicoletti (SSD ANCELLE), Sara Petroni (GKG) e Derirèe Santarelli (WADO KAN)

  • Kata Ind. Female Wadoryu Junior (18-20Y)
    • 1 PETRONI SARA
    • 2 NICOLETTI SIRIA
  • Kata Ind. Female Wado Senior (18Y+)
    • 1 SANTARELLI DESIREE
    • 2 CORTESI GIULIA
  • Kata Female Wadoryu Senior Team White-Black
    • 1 ITA#4 (CORTESI GIULIA, SANTARELLI DESIREE, NICOLETTI SIRIA)
  • Kata Rengokai Female Seniors
    • 1 NICOLETTI SIRIA
    • 2 SANTARELLI DESIREE
    • 3 PETRONI SARA

Ora tocca ai maschi rappresentati da Fabrizio Ascone (MUSHIN- ESCHILO2), Alexander Fyall (KARATE FRASCATI) e Thomas Vaporidis (YOSHOKAN)

  • Kata Ind. Male Wado Junior (18-20Y)
    • 2 FYALL ALEXANDER
    • 3 VAPORIDIS THOMAS
  • Kata Ind. Male Wadoryu Senior (18Y+)
    • 1 ASCONE FABRIZIO
  • Kata Male Wadoryu Senior Team White-Black
    • 1 ITA#1 (ASCONE FABRIZIO, FYALL ALEXANDER, VAPORIDIS THOMAS)

La giornata volge al termine con grande compiacimento, le tante medaglie ottenute rendono il clima leggero e allegro, stanchi ma felici si apprestano all’evento a loro rivolto LA CERIMONIA D’APERTURA dove sfileranno brandendo il tricolore fieri di rappresentare l’Italia. Musica, balli e i discorsi di benvenuto dall’organizzatore Rumeno concludono questo sabato, cena e subito a letto per prepararsi all’indomani dove il Kumite sarà protagonista.

Domenica 24: Inizia la giornata in tensione tutti pronti a combattere la loro battaglia, dopo i risultati ottenuti nel kata, ora c’è da dimostrare CORAGGIO la frase incisa nella loro mente dal Presidente il giorno prima è: “Testa e Cuore” tutti i partecipanti dovranno fare di questa frase un motto perché racchiude l’essenza e la motivazione che ogni azzurro deve avere. Via! scendono in campo uno dopo l’altro tutti gli azzurri e arrivano le medaglie:

  • Kumite Ind. Male Cadets (14-15Y) -60 kg White-Black Sanbon
    • 1 MONTORSI ALESSANDRO
  • Kumite Ind. Male Cadets (14-15Y) +60 kg White-Black Sanbon
    • 3 DE SANTIS DIEGO
  • Kumite Ind. Male Cadets (16-17Y) -60 kg White-Black Sanbon
    • 1 CALLEGARI LORENZO

La gara a squadre riscalda gli animi le tifoserie esplodono e i nostri cadetti perdono la finale con la Romania ma ottengono un bell’argento.

  • Kumite Male Cadets (14-15Y) Team open kg White-Black Sanbon
    • 2 ITA#1 (COSTANZO CIRO, DE SANTIS DIEGO, MONTORSI ALESSANDRO)
  • Kumite Ind. Male Senior (18Y+) -68 kg White-Black Sanbon
    • 3 ASCONE FABRIZIO
  • Kumite Ind. Female Senior (18Y+) -55 kg White-Black Sanbon
    • 1 SANTARELLI DESIREE
    • 2 NICOLETTI SIRIA
  • Kumite Ind. Female Senior (18Y+) -60 kg White-Black Sanbon
    • 1 PETRONI SARA
    • 2 CORTESI GIULIA
  • Kumite Female Senior Team open kg White-Black Sanbon
    • 1 ITA#2 (CORTESI GIULIA, SANTARELLI DESIREE, PETRONI SARA, NICOLETTI SIRIA)

Come per i cadetti la gara a squadre kumite senior è entusiasmante purtroppo subiamo un pesante infortunio Alexander Fyall deve abbandonare per un colpo al naso con sospetta frattura, l’atleta è accompagnato all’ospedale, tutto si risolverà senza grossi danni, ma intanto i compagni con forza di volontà riescono ad ottenere la vittoria

  • Kumite Male Senior Team – kg White-Black Sanbon
    • 1 ITA#3 (ASCONE FABRIZIO, FYALL ALEXANDER, VAPORIDIS THOMAS)

Ora tutto è stato giocato la tensione che ha accompagnato la delegazione per tutta la trasferta si è dissolta resta solo la felicità e le belle impressioni, la stanchezza e la fatica svaniscono nell’udire l’Inno d’Italia questa melodia suonata tante volte inorgoglisce tutti soprattutto noi dirigenti che possiamo essere più che appagati e trovare ancora più stimoli per dare il massimo, grande lavoro di cooperazione, ognuno ha lavorato per il bene comune, dai coach impegnati a sostenere gli atleti agli arbitri che costantemente hanno giudicato salvaguardando la giustizia e l’equità. Ora si festeggia i risultati! Domani si faranno i bilanci ……

Lunedì 25: ora si rientra, tutti sono rilassati e ciarlieri ci si racconta le esperienze e si raccoglie le impressioni, il clima è rilassato. Ora tutti hanno fretta di rientrare alla vita di tutti i giorni ma l’esperienza vissuta poterà con sé un insegnamento, un emozione e una crescita individuale.

Da dirigente ho solo una conclusione stiamo lavorando per dare a tutti queste soddisfazioni e anche se a volte il pessimismo si può insinuare nelle menti vedere questi risultati e vivere le passioni dei ragazzi dà una grande forza.

Concludo con il ringraziare i miei compagni di trasferta, sono orgogliosa di aver vissuto con loro questa avventura, porto a casa la stima, l’affetto e la gioia di vedere un bel gruppo coeso. Grazie!

Manuela Negrini

In che modo lo sport può fare prevenzione contro il bullismo?

Federazioni e società sportive sono sempre più sensibili ad includere elementi di natura emotiva, affettiva e psicologica nelle formazioni riservate ai propri tecnici. Non solo pratica, quindi, ma anche conoscenza dei meccanismi umani. Nella mia esperienza in questo ambito ho notato quanto le richieste dei partecipanti vadano sempre più spesso verso due direzioni:

  • Interesse nell’osservare l’atleta oltre il suo funzionamento/rendimento sportivo per poterlo conoscere come bambino/adolescente/ragazzo.
  • Richieste/domande dettati da un’esperienza diretta, come l’avere in squadra, in palestra o in campo bulli o ragazzi vittime di bullismo.

Guardare in ottica di prevenzione significa evitare che i fatti tragici si compiano. Per fare questo è necessario che gli adulti riconoscano la propria responsabilità educativa.

Gli allenatori e i tecnici che ogni giorno scendono in campo hanno un valore importantissimo nella crescita degli atleti perché, con il loro insegnamento, promuovono comportamenti a favore o a sfavore della socialità e con il loro esempio possono creare o meno un ambiente accogliente in cui stare bene insieme.

Ogni società sportiva dovrebbe avere un obiettivo da perseguire per ogni fascia di età allenata. Così come dovrebbe fare un’analisi e un bilancio, a fine anno, sui risultatiottenuti. Decidere in che direzione lavorare fa la differenza. Una società sportiva opera nel territorio attraverso una relazione costante con i propri atleti e le loro famiglie. Il valore di crescere nello sport però non è solo una questione atletica. Prima di allenare campioni e giovani promesse le società educano al rispetto proprio, delle regole e dell’avversario. Educano al successo e al fallimento. Questi elementi hanno un grandissimo valore nella società “civile” e vanno ben oltre il risultato in classifica. Se si guarda in prospettiva, educare all’essere parte di una comunità, contribuisce a formare i cittadini di domani.

Prevenire in 5 punti.

  • Conoscere il fenomeno. Spesso si etichetta qualsiasi comportamento aggressivo come bullismo. E invece no. Non tutta l’aggressività ha a che fare con questo tema.
  • Saper riconoscere le diverse forme di comportamento aggressivo. Ci sono aggressività normali che i ragazzi hanno bisogno di esprimere. Un allenatore preparato riesce ad incanalare questo istinto e a farlo esternare all’atleta in modo sano.
  • Avere la capacità di gestire i conflitti. Tu allenatore che assisti ad una scena di violenza, fisica o verbale, dentro lo spogliatoio o fuori dal campo, come intervieni?
  • Conoscere le dinamiche di gruppo così da creare gruppi solidi e incentivare comportamenti a favore dell’accoglienza, dello stare bene insieme.
  • Imparare a dare feedback efficaci significa valutare la prestazione invece di giudicare la persona, differenza sostanziale! Valutare in maniera corretta favorisce il rapporto tra atleta e allenatore, aiuta l’atleta a fare meglio e ad avere una visione di sé più positiva.

Se si lavora nella direzione dell’educare ai valori che lo sport promuove allora gli allenatori, i tecnici e i dirigenti avranno fatto molto di più che allenare. Avranno reso l’ambiente sportivo un luogo in cui ci si diverte, ci si sente bene e nel quale si decide di rimanere. Un ambiente in cui ci si sente accolti favorisce un clima positivo tra i ragazzi che ne fanno parte, migliora i risultati e previene fenomeni di bullismo.

In che modo, nella tua realtà sportiva, promuovi comportamenti capaci di generare unione, stare bene e accoglienza?

Dott.ssa Francesca Giambalvo – Psicologa, consulente in psicologia dello sport

www.francescagiambalvo.it

Fonte notizia Sport12